L’acqua, questa sconosciuta

Nel 1988 da G. Preparata ed E. Del Giudice (1995) sulla base dell’elettrodinamica quantistica, basata sui “domini di coerenza”, spiegano le correlazioni a lungo raggio e la formazione dei clusters, tramite una descrizione basata su un sistema di dipoli interagenti, spiegando così una nuova struttura dell’acqua.

Infatti, secondo gli studi dei due scienziati oltre alle molecole, nel passaggio degli stati fisici ed energetici dell’acqua, esiste un altro attore che è il campo elettromagnetico. Essi ipotizzarono che nelle transizioni da un livello ad un altro, l’atomo cambia forma e disposizione delle sue cariche, emettendo alla frequenza: ω = ∆E/ђ85.
Quando, poi, questi atomi hanno stessa frequenza e stessa lunghezza d’onda, incominciano a scambiarsi messaggi elettromagnetici, come nel linguaggio binario 1 e 0 dell’informatica, in modo da sincronizzare (metter in fase) le loro oscillazioni e/o transizioni. Le regioni in cui avviene tutto questo, vengono chiamate “Domini di Coerenza” e hanno le dimensioni di ~1000Å.
Le molecole all’interno dei domini di coerenza oscillano completamente in fase e assumono stati energetici variabili, superiori a quelli di minima energia. “Il campo magnetico che agisce principalmente per innescare i domini di coerenza, può essere dato in molti modi: può essere un campo statico di un magnete permanente, può essere un campo dinamico di un’onda elettromagnetica con frequenza sufficiente da far risuonare gli elettroni, oppure, visto che siamo nel campo quantistico (infinitamente piccolo ed istantaneo), possono essere le informazioni di altri domini di coerenza di altre acque già eccitate”. Prendendo in esame l’acqua, quando essa si trova nel suo stato di equilibrio naturale, i suoi dipoli elettrici si trovano in regime d’incoerenza, sono cioè disposti in modo disordinato con legami di tipo elettrostatico (fig.1).

Se l’acqua viene immersa in un campo magnetico, superiore al valore critico corrispondente all’equilibrio naturale, i dipoli si orientano passando al regime di coerenza (fig.2); in questa situazione i dipoli oscillano in fase tra loro. I domini di coerenza in situazioni di equilibrio dinamico, si accostano l’un l’altro, cosicché le coerenze si saldano tra loro.

La “taglia” del dominio di coerenza è uguale alla lunghezza d’onda di questo campo coerente e, nel caso dell’acqua, corrisponde a 1/ 10 micron.
Per ogni dato valore della temperatura, e quindi per un dato numero di collisioni con le molecole dell’ambiente, una frazione delle molecole d’acqua “perde il ritmo” e va ad alimentare una frazione non coerente che, come un gas denso, circola negli interstizi tra i domini di coerenza. Il restante 60% di acqua non è dominato dal campo magnetico coerente e rappresenta appunto la frazione non coerente che si comporta come un sistema fisico che segue le leggi di gas. I domini di coerenza si possono visualizzare come isole immerse in un mare di acqua liquida non coerente (fig.3).

La frazione di acqua coerente è organizzata in complesse strutture che simulano il legame idrogeno e formano strutture magnetiche; tali strutture sono in grado di interagire con segnali elettromagnetici estremamente deboli e costituire il trasporto dell’informazione elettromagnetica. Quindi, la parte coerente di acqua può ricevere e trasportare informazione elettromagnetica, mentre la parte non coerente, ugualmente fondamentale per la vita, rappresenta il solvente degli ioni e degli elementi fondamentali per l’economia cellulare. L’acqua, all’interno di questi campi, assume per lo più una struttura esagonale.
L’acqua è quindi una sostanza diamagnetica: proprietà caratterizzante i corpi che, posti in un campo magnetico, acquisiscono una magnetizzazione di senso opposto a quello del campo. Dopo l’esposizione ad un campo magnetico, l’acqua non lascia più incrostazioni calcaree, scioglie quelle eventualmente presenti, riduce la tensione superficiale, assume un sapore gradevole, desalinizza i suoli salmastri e limita fortemente la sopravvivenza dei microrganismi; tutto questo conferma la presenza al suo interno di invisibili strutture capaci di interagire con il campo applicato. L’acqua è composta da molecole che hanno la proprietà di combinarsi ed organizzarsi in clusters ordinati. La forma geometrica regolare dei clusters (modulo base è il tetraedro) consente la crescita ordinata nello spazio di grandi strutture molecolari che attivano i fenomeni elettrodinamici di tipo quantistico essenziali per la vita di tutti gli esseri. Ci sono fattori ambientali che possono inibire o accentuare tali fenomeni (T, p, CEM, agitazione, succussione…), ma l’acqua nella struttura molecolare ordinata (le cui molecole oscillano in fase coerente) dà luogo ad effetti interessanti quali: variazione della tensione superficiale, aumento del potere di solvenza, conservazione delle informazioni indotte, anche a distanza di parecchi giorni dalle stesse.
Proprio per le sue caratteristiche di “cristallo liquido dipolare” e la sua capacità di aggregazione in clusters, le molecole dell’acqua possono memorizzare le informazioni delle sostanze con le quali entrano in contatto e delle energie con le quali entrano in risonanza.

Questa peculiarità, è funzionale nei processi di Autoguarigione, nella cura Omeopatica e nelle Terapie Informazionali ad approccio Bioenergetico come la TB-Terapia Bioenergetica.
Qui, infatti, grazie alla creazione di un campo vibrazionale coerente ed espanso, come conseguenza della modificazione del proprio stato di coscienza si può modificare il proprio stato di benessere attraverso la rimodulazione del campo energetico personale stesso, integrando le nuove informazioni, le nuove consapevolezze da comunicare alle proprie cellule attraverso la bioenergia che trasmettiamo.

Avviamo quindi un processo di autoguarigione consapevole o se del caso a supporto di pazienti.
Questo avviene perché, grazie allo spostamento delle onde cerebrali che dallo stato Beta tendono allo stato Delta, grazie alle tecniche apprese nel Corso di TB-Terapia Bioenergetica, si abbassano le barriere mentali e si aprono i canali verso l’inconscio profondo, consentendo una riprogrammazione efficace che altrimenti sarebbe di più difficile attuazione. L’acqua consente anche tutto questo!

Dir. Scientifico I.B.I.
Roberto Fabbroni

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